Döstädning: le pulizie finali

Photo by Edu Carvalho on Pexels.com

Anche in questo caso c’è lo zampino di una svedese. Per la precisione tale Margareta Magnusson, una simpatica signora che, abbondantemente passata l’ottantina, ha scritto un libretto tutt’altro che triste su come comportarsi in previsione del destino che attende tutti: la fine della vita.

L’autrice racconta con ironia come, dopo la morte del marito, abbia dovuto fare i conti con le cose che lui aveva lasciato in casa (e non poche). Da questo prende spunto per una serie di consigli utili anche per chi non ha in programma di abbandonare a breve questo mondo.

Magnusson suggerisce di avviare gentilmente il discorso con gli interessati (genitori, nonni, persone anziane care) e partendo dalle cose più ingombranti come la mobilia, iniziare a minimizzare il contenuto delle abitazioni (anche per rendere agevole la vita a persone che faticano sempre di più a muoversi e a prendersi cura delle cose presenti in casa).

Non è consigliabile partire dalle cose piccole e dagli oggetti di valore sentimentale, per non perdersi subito dentro ai ricordi (talvolta dolorosi). Questi andranno trattati in un secondo momento, dedicando loro tempo e luogo adeguati. Al via lo sfoltimento del contenuto di armadi che siano di vestiti o di regali mai utilizzati.

Al fine di preservare ciò che è emotivamente prezioso, suggerisce di tenere per sé una scatola di cose intime e personali, che potranno essere però eliminate senza imbarazzo da chi le troverà alla dipartita del proprietario. Donando il superfluo, sarà piacevole immaginare a chi andranno le cose scartate, che potranno vivere una nuova vita: nipoti, amici, figli, senza però caricare nessuno di doni indesiderati.

Il dostadning è tipicamente indicato per le persone anziane, ma non è sbagliato prenderlo in considerazione a qualsiasi età. La vita è imprevedibile e nessuno vorrebbe mai lasciare ai propri congiunti la scoperta dei propri diari segreti o delle collezioni più improbabili e inaspettate. Senza contare che la perdita di un famigliare è già di per se dolorosa, perciò sarebbe meglio risparmiare ai nostri cari l’onere di passare in rassegna una montagna di cose cariche di ricordi ancora freschi.

Non rimane che iniziare a pensarci subito: è un atto liberatorio per noi e di grande generosità per le persone a cui vogliamo bene.

Per approfondire: Margareta Magnusson – L’arte svedese di mettere in ordine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...