Progetto 333

Photo by Nugroho Wahyu on Pexels.com

Quanti in Italia conoscono Courtney Carver? Eppure il suo libro era proiettato sui pannelli luminosi di Times Square New York in questi giorni.

La Carver è l’ideatrice del progetto 333. Una sorridente signora americana in carriera che, quando diversi anni fa è stata colpita dalla Sclerosi Multipla, ha deciso di reinventarsi, dando la precedenza agli affetti e alle emozioni rispetto ai possedimenti materiali.

Cosciente che lo stress non fa altro che peggiorare i sintomi e debilitare il corpo umano, l’autrice si è orientata verso una vita svincolata dagli ingombri del materialismo, scegliendo di vivere più intensamente le relazioni e le esperienze della propria (incerta) esistenza.

In questo stato mentale è nato il “Project333“, che ora è diventato anche un libro.

Carver sfida -per gioco- a farcela per 3 mesi con solo, si fa per dire, 33 capi nell’armadio. Da qui il numero 333 che da il nome al tutto. Inclusi in questa capsula ci sono:

  • abbigliamento
  • scarpe
  • accessori
  • gioielli

Fuori dal conteggio troviamo:

  • fede nuziale
  • intimo
  • pigiami
  • abbigliamento da casa
  • abbigliamento sportivo (da usare solo a tal proposito)

I vantaggi di questa scelta temporanea, che potrebbe diventare uno stile di vita, sono evidenti: meno tempo per scegliere cosa mettersi per uscire, meno stress dovuto alle troppe cose inadeguate che conserviamo immotivatamente. Più libertà di pensare ad altro, insomma.

Io, dopo aver provato la 10×10 challenge, sostengo che si possa vivere anche con meno di 33 capi. Però a chi invece volesse tentare un approccio più soft (che forse non è così soft per tanti shopaholic), non resta che dare una chance a Courtney e al piacere di crearsi una capsule collection (micro selezione di vestiti) personale. Almeno per i prossimi 3 mesi!

Per approfondire: Courtney Carver – Project 333

Un pensiero riguardo “Progetto 333”

  1. Ecco, questa è una sfida che vorrei raccogliere.
    Con l’obbiettivo a lungo termine di fornirmi di una serie limitata di capi-divisa, neri grigi o (eccezionalmente) bianchi.
    E d’estate è anche più facile.

    Non sapevo poi che l’ideatrice avesse la SM.
    E’ un dettaglio che mi sta a cuore, visto che ho una malattia rara e uno dei motivi per cui adoro avere poche cose (e pochi impegni, e solo relazioni arricchenti) è proprio che tendo ad affaticarmi.
    Facendo un esempio estremo ma chiaro, avere un solo piatto (o magari due, da alternare) cancella il peso di dover scegliere, lavare, e organizzare tonnellate di stoviglie.
    Ancora non sono arrivata alla meta, ma ho fatto tanto, e la felicità non fa che aumentare 🙂

    "Mi piace"

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