Life in plastic (isn’t) fantastic

Ve la ricordate quella canzoncina un po’ stupida di fine millennio scorso? Si chiamava Barbie Girl e diceva -traduco da sopra- “la vita nella plastica (non-aggiungo io-) è fantastica”. Insomma…. non direi.

La plastica sta intossicando il mondo, avvelenando l’aria, l’acqua, i pesci che mangiamo. La plastica si impiglia tra i rami degli alberi portata dal vento e ai bordi dei fiumi. La plastica viene vomitata sulle spiagge dalle onde e seppellita in cumuli che non marciscono mai nelle discariche del terzo mondo.

Se ne continua a produrre. Per usarla giusto il tempo di consumare una bibita o di arrivare a casa e mettere le zucchine nel frigo. Io rimango sbalordita come a lato delle strade ci siano ancora decine e decine di bottigliette gettate dalle auto di passaggio (perche oltre alla produzione smodata c’è la stupidità degli individui). Siamo nel 2020, diamine! Chi butta ancora la spazzatura per terra?

Ma anche per i virtuosi come me, che piuttosto che buttare della plastica (o della carta) nell’indifferenziato se la porta a casa per dividerla, ci sono cattive notizie. Sembra infatti che solo il 15% della plastica possa essere e venga riciclata. Il restante viene bruciato negli inceneritori (25%) o finisce in discarica (60%) bruciato all’aperto inquinando l’aria.

La produzione di nuova plastica è di 8 volte superiore alla quantità riciclata, anche a causa dell’alto costo del recupero rispetto alla produzione del nuovo e ne deriva che l’accumulo di materiale è ingestibile e finirà per guastare il mondo intero.

L’interruzione di questa catena deve partire da noi. Noi minimalisti, che siamo capaci di fare a meno di tante cose inutili. E le nuove generazioni che si spera siano più ricettive e sensibili rispetto al problema ambientale. Non possiamo fingere di non sapere.

Usiamo dove possibile borse per la spesa riutilizzabili, compriamo lo sfuso, evitiamo cibi confezionati in plastica, prendiamo acqua e latte all’erogatore pubblico con le bottiglie di vetro. E anche se possiamo rimanere delusi dal risultato continuiamo a differenziare! E’ importante, comunque.

Il cambiamento è nelle nostre mani, solo noi possiamo decidere di sovvertire la sorte del pianeta che sembra già segnata. L’ignoranza e l’incuria dettata dalla cieca sete di soldi ferisce il cuore di chi sa che pagherà le conseguenze di tanto menefreghismo. E’ nostro dovere fare quello che possiamo per combattere questa piaga.

Photo by Anna Shvets on Pexels.com

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