Convivenza con un non-minimalista

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Quando si diventa minimalisti, si rinasce ad una nuova vita in cui imparano sempre di più a fare a meno delle cose, riuscendo a eliminare la maggior parte di oggetti, impegni e persone nocive dalla loro vita. E’ un percorso in continua evoluzione in cui è richiesta motivazione e determinazione, per raggiungere lo scopo di concentrarsi su una vita autentica, libera dalla schiavitù delle cose materiali. In questo contesto i minimalisti si trovano spesso a scontrarsi con famigliari e conviventi, tutt’altro che ordinati e essenziali nel loro stile di vita accendendo la miccia per scontri, a volte molto pesanti.

La scelta minimalista riguarda la sfera intima e personale di chi la compie. Nasce da un’esigenza di liberazione e purificazione e non è quasi mai una strada semplice e lineare. Spesso porta a confrontarci con problemi irrisolti col passato e incertezze verso il futuro.

Anche per questo, sebbene la tentazione sia quella di coinvolgere tutti nella trasformazione in corso, è sconsigliabile imporre sugli altri le nostre decisioni, siano esse di vivere in una casa mezza vuota o quella di circondarsi solamente di una manciata di strumenti e oggetti essenziali, eliminando tutto il resto.

Chi ci è passato lo sa, il cambiamento è straordinario, quando si aprono gli occhi sui vantaggi del minimalismo. Viene voglia di trasmetterlo a tutto e a tutti, ma dobbiamo trattenerci dal forzare i nostri cari verso il nostro nuovo modo di vivere.

Io ci sono passata. Fortunatamente mio marito è abbastanza in linea con il mio pensiero, è facile all’eliminazione del superfluo, tranne quando si tratta di abbigliamento, accessori e libri. Ma è già molto bravo con tutto il resto. Il grosso ostacolo è mia madre. Per quanto possiamo amarci, subentrare nella casa di famiglia, contenente ancora tutte le cose appartenute a noi 4 (ora sparsi in altrettante case in giro per la regione), ha rappresentato un problema nel mio percorso di decluttering.

Mentre mio padre e mia sorella si sono portati via solo il necessario, ma non hanno avuto problemi con eliminare il resto, come ho già raccontato negli altri articoli, in questa casa grande, di 2 piani e più di 10 stanze, sono rimaste tutte le cose non scelte, una sorta di deposito dell’avanzo delle nostre vite e anche di quelle di chi non c’è più (leggi https://diariodiunaminimalista.com/2020/03/10/inferi/). E’ stata dura convincere mia madre a sbarazzarsi di doppioni, tripli e oltre di coperte, cuscini, tovaglie, libri, pentole e tanto altro e a volte mi sono dovuta arrendere alla sua ferma volontà di conservare. Per quieto vivere ho dovuto trovare un compromesso, tale sembrava essere il dolore causatole dalla separazione.

Quello che possiamo fare, quando per volere o imposizione ci troviamo a dividere i nostri spazi con altre persone, è occuparci minuziosamente di quello che ci riguarda. Saranno loro, forse, ispirati dalla nostra ritrovata serenità e libertà, a decidere di seguire i nostri passi. E se non dovessero farlo non danniamoci, la sensibilità all’ordine e al minimalismo non è la stessa per tutti. Ricordiamoci anche di avere pazienza, anche noi non siamo arrivati in uno schiocco di dita alle nostre intuizioni.

Non siamo tutti accumulatori e non saremo mai tutti minimalisti. Bisogna imparare a rispettarci e a convivere, anche quando dentro di noi stiamo impazzendo dalla voglia di buttare via tutto il ciarpame che non ci appartiene.

Parlatemi del rapporto con i vostri cari non minimalisti… alla peggio potremo borbottare un po’ insieme tra le pagine di questo blog! 🙂

2 pensieri riguardo “Convivenza con un non-minimalista”

  1. Come parli bene di convivenza e pazienza! Anche l’amore + grande è sempre compromesso fra 2 persone!!La difficoltà di lasciare l’altro libero, il rispetto x la sua realizzazione, la sua personalità, la sua formazione,, la cultura come lui la recepisce e la vive (ha senso avere 5 libri di Caravaggio, nn ne bastano 2 d’autore che comprendono tutto? Io di Lichenstein ne ho uno e me lo faccio bastare, nonostante i cataloghi tentatori delle mostre…). Ma siccome è sempre un aiuto a valorizzare una persona, diamoci da fare noi…e vale x tutti i componenti della famiglia!!

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  2. anche qui non è stata facile. con mia madre è tutt’ora uno scontro durissimo. Ma per quieto vivere ad un certo punto uno dei due deve mollare e almeno fingere una ritirata. altrimenti si fa come gli animali che combattono fino a morire…

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