Minimizzare i libri

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Leggere che passione! In casa mia con 4 persone e altrettanti cervelli dagli interessi più disparati si sono accumulati centinaia di libri, cui si sono aggiunti quelli di mio marito, quando siamo venuti a vivere nella casa di famiglia.

I volumi si sa però, dopo averli letti, il più delle volte vengono parcheggiati sugli scaffali a tempo indeterminato trasformandosi in una variopinta calamita per la polvere. Nella mia esperienza mi sono accorta che conservare ciò che si è letto rappresenta un vanto per i possessori, un modo per dire: “Guarda come sono erudito!”, sfoggiando librerie stracolme di titoli più o meno altisonanti. In aggiunta a questo, sento di tantissime persone che si “affezionano” alle loro letture, conservandole come feticci.

Ma quante volte rileggiamo davvero quanto letto? E quante volte abbandoniamo dei testi a metà, perché noiosi o diversi da ciò che ci aspettavamo? Li rimettiamo sullo scaffale, carichi di senso di colpa, dicendoci che prima o poi li finiremo. Quel giorno però non arriva mai. Se una cosa non ci piace oggi è difficile che per incanto domani diventi la nostra preferita. E non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo per forza torturarci a terminare qualcosa che non fa per noi.

Arriviamo così a possedere centinaia di volumi, e un giorno ci rendiamo conto che sentiamo il bisogno di respirare, di fare spazio, di alleggerire quel carico minaccioso che ci guarda dall’alto ogni volta che rientriamo a casa. Qui è stato molto difficile convincere i miei genitori e mio marito a dar via una parte dei loro libri, mentre per me, rasserenata dall’abitudine di leggere in digitale, è stato semplicemente un sollievo.

Un giorno ho “rapito” mia madre, dopo insistenti richieste e dopo il suo costante rifiuto, e abbiamo svuotato tutte le librerie di casa. Sparsi sul pavimento ci saranno state diverse centinaia libri, di ogni sorta, dal manuale della brava casalinga al romanzo gotico, dal saggio sull’islam ai testi di psicologia. Mi sentivo sopraffatta da quella mole di carta. Uno a uno li abbiamo vagliati, cercando di decidere cosa valesse la pena di tenere. Abbiamo fatto degli scatoloni con quelli di mio padre, che però si è ben prestato a donare tanti dei romanzi thriller già “consumati”. Mio marito ha impacchettato e portato nella soffitta dei suoi una parte della sua collezione di fumetti. Esito della cernita è stato far di tre librerie piene una scarsa. Il problema si è presentato al momento di liberare il pavimento dai “caduti”.

Per voi ora vi elenco come ho proceduto, premettendo che oggi liberarsi dei libri (senza nemmeno prendere in considerazione la discarica-sacrilegio!) non è affatto cosa semplice!

  • fase 1: Ho portato al Libraccio tutto ciò che era vendibile. Non si guadagna che qualche spiccio, ma è meglio che niente. In alternativa si puo compilare un elenco online e farseli ritirare a casa.
  • fase 2: ho messo annunci di vendita su internet, ma purtroppo non ha funzionato. meglio allora optare per mettere un banchetto in qualche mercatino di quartiere
  • fase 3: ho messo annunci di regalo su internet. Quasi stesso esito se non per qualche enciclopedia specifica. Pare che a nessuno interessi più leggere. Nemmeno alle biblioteche li hanno voluti in dono.
  • fase 4: per fortuna, al colmo della disperazione, ho trovato una comunità di recupero (tale Exodus di Don Mazzi a Gallarate), che ha gentilmente ritirato i 10 sacchi di materiale che gli ho portato. E’ stato un sollievo.

Morale della favola, i libri sono belli, utili, fanno sognare e soprattutto ci arricchiscono culturalmente. Ma siate selettivi negli acquisti. Comprate in cartaceo solo ciò che pensate di rileggere nel tempo, ciò che è per voi davvero speciale. Per tutto il resto esistono valide alternative come noleggiarli in biblioteca, farseli prestare da amici e parenti, scovare gruppi di lettura dove li scambiano e soprattutto la soluzione che preferisco, per non uccidere completamente il mercato e gli autori, è comprare in digitale.
Che siano iBooks di Apple, Kindle, Kobo e affini, leggere su supporti elettronici è la soluzione migliore per chi scrive e per chi non intende (più) riempirsi casa di tomi polverosi. Stessa cosa per chi vuole regalare. Una tessera della biblioteca o un abbonamento digitale faranno al caso vostro.

Infine l’odore dei libri, si sa, è per molti meglio di Chanel n.5, quindi non sarò io a dire di negarvi il piacere di sfogliare qualche pagina fisica. Ma che sia accuratamente selezionata, in buon stile minimalista. Buona lettura!

2 pensieri riguardo “Minimizzare i libri”

  1. E’ vero, persino le biblioteche non sempre li ritirano, ma (quanto è illuminante questa cosa) ho scoperto che molte lo evitano perché sono, semplicemente, già strapiene!
    Anch’io faccio sempre prima di tutto un giro al Libraccio, o anche al negozio dell’usato del mio paese (piccolo ma molto attivo), perché se riesco a venderli è pur sempre meglio che donarli e basta (al limite sì, li regalo ad un altro negozio dell’usato che va fortissimo e accetta la qualunque), e comunque spiccio sopra spiccio si collezionano euro sonanti; ad avere un minimo di pazienza 🙂

    "Mi piace"

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