Borsa minimalista

Photo by Alessio Cesario on Pexels.com

Siamo donne, con le nostre esigenze, i nostri capricci, le nostre ansie. Siamo donne e ci portiamo appresso quasi sempre una borsa che contiene le cose che ci servono e placano la paura di essere impreparate di fronte al mondo. Chi piu chi meno si distrugge le spalle con carichi che io considero inappropriati. Ma io, come avrete capito, vivo ad un livello di “menefreghismo“, di alzata di spalle, che mi tiene lontano da quello che invece per altre è vissuto come necessario.

Parliamo della borsa delle donne.
Un argomento che spesso viene citato nei forum che trattano di minimalismo, che però rimane in quella sfera di arbitrarietà, che lo rende difficile da definire. Se non esiste una regola per la borsa minimalista, posso dirvi cosa c’è e cosa non troverete nella mia.

Partiamo dal fatto che io ormai da quasi 3 anni viaggio “zainata”, ossia ho detto basta alle borse che mi rendevano la schiena asimmetrica e storta. Lo zainetto è stato una rivelazione. Mai più spalle contratte, mai più mani occupate. Un piccolo sac a dos in pelle (prima uno nero, poi adesso color cuoio che sta bene con tutto), di un marchio che prometta una buona durata rispetto all’uso quotidiano, e io sono a posto. Mattina, pomeriggio e spesso anche la sera. Non sono mai stata una maniaca delle borse, preferivo i bijou e le scarpe. Ma fortunatamente mi sono liberata anche da quelle manie.

Gli irrinunciabili nel mio piccolo ma prezioso bagaglio sono:

  • il portafoglio: di qualità e (per via di un regalo inaspettato) di una famosa marca con il monogramma. Di medio-grandi dimensioni per contenere tutto senza sembrare un panino imbottito, tiene qualche spiccio, le poche tessere che non sono state salvate su Stocard, i documenti e qualche mio biglietto da visita. Non si sa mai che a qualcuno serva un fotografo, parlando del più e del meno!
  • le chiavi di casa e della macchina, solo mentre sono in giro, se no le poso in casa.
  • sacchettini per il cane: sono una padrona civile ed educata.
  • un fazzoletto di stoffa, utile più d’inverno che d’estate.
  • da buona ansiosa non esco senza la mia piccola ma fornita trousse dei medicinali: antidolorifico, qualcosa per lo stomaco, burrocacao, micro coltellino svizzero di circa 6-7 centimetri, ma che mi ha già risolto tantissime situazioni. Tutto questo compresso in circa 10 centimetri di stoffa.
  • l’iPhone: croce e delizia, ammetto di ritenerlo uno dei pochi oggetti irrinunciabili senza il quale sarei abbastanza nella cacca. non fosse altro che per il navigatore, la sveglia, la fotocamera, l’email, le notizie, la musica in macchina, il portatessere, i libri, i pagamenti elettronici. Detto niente vero? Forse li vale i soldi che costa, quella tavoletta diabolica.

Ecco. Questo è il mondo che mi porto appresso. Tanto? Poco? Si sa il minimalismo è un affare personale. Sicuramente posso fare a meno di pesanti bottigliette d’acqua, di pacchetti di cracker o altro cibo di salvataggio. Non necessito di infilare nello zaino pc e libri pesanti. Non mi trucco praticamente nemmeno a casa, quindi tantomeno fuori. I miei mazzi di chiavi non hanno pesanti e ingombranti pupazzetti. Il mio portafoglio non contiene altro che lo stretto necessario.

Questo è, se vi pare e piace. Un consiglio… date una chance allo zainetto. Non sarà raffinato come una Chanel trapuntata, né modaiolo come una LV, ma in fondo, ricordatevelo, non serve essere una pubblicità ambulante per vivere bene, anzi…

Un pensiero riguardo “Borsa minimalista”

  1. Cacchio, sì.
    Io da almeno due anni uso soprattutto uno zainetto quechua, comprato alla Decathlon nell’ormai lontano 2005 o 2006 per la vacanza in Trentino, comodissimo, leggero e capiente nonostante le dimensioni ridotte.
    Certo, è sportivo, ma per trovarne uno più “chic” ci si mette un attimo (a volte basta scegliere il colore, senza nemmeno cambiare materiale).
    E in tutto questo tempo, ho rammendato soltanto la cucitura di una tasca, che nemmeno era aperta ma solo allentata.

    Di borse più carine ne ho, ma non le uso certo tutti i giorni.
    Per la verità, sono così abitudinaria che non le uso quasi mai… e sono, naturalmente, contate e selezionate.

    "Mi piace"

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