Vita di campagna

Passeggiando tra le vigne

Questo weekend sono stata in Veneto a trovare i parenti di mio marito. Me ne sono andata a malincuore, con l’anima gonfia di belle emozioni. Ho avuto modo di riflettere molto sullo stile di vita che conducono a queste persone: grandi lavoratori, grandi amanti della vita.

Dalle nostre parti, qui in Lombardia, siamo abituati ad una vita frenetica, ma a tratti sterile, fatta di mille impegni, dove però si perde il contatto con l’essenza della vita stessa.

Ci riempiamo la bocca e l’agenda, vantandoci di avere centomila cose da fare, tra corsi e lezioni per i bambini, ma finiti quelli siamo abituati a rinchiuderci in casa, barricati nel nostro perimetro. Quando va bene ci vediamo per una pizza con una coppia di amici il sabato sera.

Quello che ho assaggiato questo weekend ha il sapore della felicità: sveglia all’alba per lavorare le vigne, o per mandare avanti un’officina di successo. La sera però nessuno impedisce di ritrovarsi tutti insieme, e quando dico tutti insieme si parla di tavolata di 20 persone di tutte le età, per bere uno spritz e cenare a suon di soppressa scherzando e ridendo di cuore.

La vita semplice, la vita di campagna, è quella che ancora riesce a scaldarti l’anima, quella che ti dimostra che non c’è età per essere felici, e non c’è artificio o agenda eccessivamente affollata che tenga di fronte ai piaceri genuini, quei piaceri per cui non serve un portafoglio straripante, ma solo tanta voglia di condividere e di stare insieme, che noi dimentichiamo troppo spesso.

In Veneto, dalla mia famiglia acquisita, ho visto cosa significa fare comunità: poter contare uno sull’altro, sentirsi dire “qualsiasi cosa tu abbia bisogno io ci sono“. Trovare sempre la porta aperta, con un bicchiere di vino sulla tavola. Persone che si spaccano la schiena dalla mattina alla sera per lavorare e che mostrano con fierezza il frutto di una vita di impegno.

Sarò romantica, un po’ all’antica, ma sento molta più vicinanza con queste persone che con tante delle conoscenze che ho qui a casa. Forse perché le radici nella mia famiglia affondano in una terra non troppo lontana da quella di mio marito.

Respira

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In questo periodo, da circa un mese ho ricominciato a praticare Yoga. Assiduamente, ogni giorno, sempre più intensamente.

Di questa disciplina amo il beneficio che sento nel mio corpo a fine pratica. Sento la la flessibilità, la potenza e una sorta di euforia che rimane addosso, nonostante la fatica.

Alla base di tutto però ci sta solo una cosa: il respiro.

Respirare è la “molecola” che costruisce ogni cosa. E’ un atto elementare. Ma nella sua semplicità riesce a governare nel bene o nel male il nostro stato fisico e mentale.

Quando sei in ansia respiri superficialmente. Manca l’aria.

Quando sei rilassato invece le inspirazioni sono più basse e profonde nella pancia.

Sembra banale, ma cambia tutto. Il modo in cui respiriamo esprime i nostri sentimenti. I nostri sentimenti parlano attraverso il respiro.

Per una pratica Yoga basta poco. In realtà è sufficiente il tuo corpo e se vuoi un tappetino. Nessuna palestra o strumento tecnologico. Nessuna musica martellante né istruttori sudati che ti urlano cosa fare. E’ un esercizio estremamente minimale, ma di una potenza che ti cambia la vita.

Prova! Sdraiati. Metti una mano sulla pancia e una sul cuore. Svuota la mente e ascolta solo il flusso d’aria che come un’onda del mare va avanti e indietro dentro di te.

Rimani quanto vuoi.

Respira