Digitalizzare

Ieri ho ricevuto a domicilio il nuovo scanner super performante, che ho comprato con l’intenzione di digitalizzare gran parte del cartaceo presente in casa. Per fare spazio, per ridimensionare, per minimizzarlo, ma soprattutto per lasciare andare (anche se pur parzialmente), alcune cose.

Da ieri sto riducendo i ricordi di una vita, in primis i miei diari di adolescente (1997-2003), in un ammasso di bit, in qualcosa di intangibile e suscettibile all’elettricità. Qualcosa che prima era carta, lacrime, inchiostro e infine scotch per tenere tutto insieme, quando l’usura aveva logorato le rilegature, ora è un insieme di codici all’interno del mio computer.

Lo strappo è notevole, hanno ragione a dire che nel processo di decluttering, gli oggetti sentimentali vanno lasciati in fondo quando siamo ormai consumati guerrieri delle pulizie.

E’ inutile negarlo, separarsi da cose che abbiamo custodito per una vita, come parte di noi stessi, come malta che teneva insieme le nostre riflessioni, pianti, affetti e ricordi, FA MALE. Ma è un processo utile, che insegna a trasferire quelle emozioni dentro di noi. Le immagini, le dediche, le parole, devono conficcarsi nella nostra memoria, non possono risiedere per sempre nelle cose.

Mentre lo scanner ingoia una a una le cartoline che io e la mia famiglia abbiamo ricevuto negli ultimi 40 anni, rivivo sentimenti che avevo riposto in uno scaffale, nel raccoglitore dove le stesse avevano trovato un posto apparentemente definitivo. E anche qui si risvegliano ricordi sopiti, momenti, amicizie lasciate indietro lungo il percorso. A pensarci bene me li sono già lasciati alle spalle, è giusto lasciarli andare.

Mi chiedo persino quanto sia giusto tenerne traccia con le scansioni. Ma per ora lascio spazio a questa archiviazione che forse un domani farò sparire con un clic.

Nulla dura. L’evoluzione e come già ho detto il muoversi in avanti, sono il carburante che ci tiene vivi. Non possiamo affidarci alla fragile sicurezza di mantenere una parte di noi sugli scaffali. Non possiamo soffermarci su ogni passo che compiamo. Dobbiamo muoverne un altro e un altro ancora. Solo così possiamo proseguire nella crescita, lungo la strada della nostra vita.