Elogio del Second Hand

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Ci son due categorie di acquirenti al mondo: quelli che il Second Hand (“seconda mano”, per gli italiani) lo detestano, rifuggendolo come la peste nera e quelli che come me lo amano, trovando divertente e curioso spulciare nei mercatini alla ricerca di qualcosa di interessante e utile da compare.

Per i primi non c’è verso di entrare in un negozio dell’usato con spirito positivo, anzi, ne repellono l’odore, la disposizione e persino le persone che lo frequentano. Per tutti gli altri, in cui mi includo, c’è un’attrazione viscerale per quei posti dove si fanno ottimi affari e grandi viaggi nel tempo.

Comprare di seconda mano per me è positivo su molti fronti: si trovano capi firmati (ammetto sempre e solo oggetti in ottime condizioni) a prezzi minimi, si scovano oggetti d’arte o vintage. Io poi compro spesso anche per rivendere. In taverna ho una sorta di magazzino di tutte le cose belle che ho acquistato per piacere e per affari.

Un aspetto etico non irrilevante è che si spezza la catena del consumismo. Si rimettono in circolo cose che altrimenti finirebbero alla discarica, proteggendo l’ambiente e il nostro portafoglio. Si valorizzano oggetti appartenuti ai nonni e ai genitori, ridandogli nuovo lustro tra i giovani che sanno vedere oltre alla convenienza di bassa qualità di Ikea ed affini. Basta vedere che belle ceramiche e che bel mobilio si trovano nei mercatini per capire che una volta le cose erano proprio belle e fatte per durare.

L’usato permette di sbizzarrirci spendendo poco nell’arredamento e nell’abbigliamento da acquirenti, ma anche di rientrare in possesso di qualche quattrino, facendo decluttering nelle nostre case.
Il piano d’azione che mi sento di suggerire è sempre provare a vendere tra privati attraverso internet o annunci -i migliori per me sono Marketplace di Facebook e Shpock, gratuiti, oltre ad eBay, a pagamento-(intascando il 100% del prezzo di realizzo), vendere attraverso mercatini (lasciando a loro circa la metà dell’incasso, ma con zero sbattimenti da parte nostra) e solo alla fine, quando proprio non riesco a liberarmi del superfluo, lo do in beneficienza. Non butto mai via nulla che sia vendibile o recuperabile.

Come avrete capito io sono e sarò sempre a favore del Second Hand. In Italia ci sono ancora tanti scettici, mentre all’estero ho potuto costatare per esempio in America e Inghilterra comprare usato è facile e molto fico. A Boston frequentavo quotidianamente i negozi della catena Second Time Around (ne conoscevo almeno 4-5), che erano delle vere e proprie boutiques di abbigliamento e accessori usati firmati. Tutto era disposto in ordine per taglia e colore e mi era quasi impossibile uscire senza una shopper con qualcosa di bello tra le mani-

Se siete tra quelli che hanno ancora qualche remora vi invito a provare. Fate un giro nel mercatino più vicino a casa vostra. Ricordatevi che basta portare a casa e lavare le cose acquistate per igienizzarle e tirarle a nuovo. Io comprando nei mercatini ho fatto grandi affari. E voi cosa aspettate?

Ps. Ricordatevi di non esagerare con gli acquisti! Siamo sempre minimalisti in fondo, no? 😉

Prestito e noleggio

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Avete mai pensato che non è necessario possedere tutto per avere tutto a disposizione?

In ordine di circondarsi soltanto delle cose che quotidianamente ci servono e di cui facciamo un uso frequente, possiamo informarci su come disporre di tutto il resto, senza per forza ingombrare lo spazio di casa nostra di oggetti e strumenti di uso occasionale.

Una buona idea è prendere a noleggio. Nella categoria delle cose che è utile affittare rientrano:

  • Attrezzatura sportiva: se vado a sciare un paio di volte all’anno, è inutile che ingombri la cantina di sci, scarponi, tuta, casco e protezioni. Posso tranquillamente affittarle presso gli impianti. Stesso discorso per i gonfiabili per il mare, i pattini da ghiaccio o a rotelle, biciclette, tende da campeggio.
  • Auto e scooter, soprattutto se vivo in città dove è pratico spostarsi con i mezzi. Furgoni, per le grandi manovre e camper/roulottes per le vacanze.
  • Attrezzatura per feste: è buona cosa, in occasioni speciali, affittare le stoviglie e l’impianto stereo, eventuale struttura per gli eventi all’aperto, invece che acquistarla e infognarla chissà dove in garage
  • Attrezzatura foto/video: se non siete professionisti, potete pensare di affittare una bella macchina fotografica per un evento o un viaggio, se quella del cellulare non vi basta. Se volete girare un filmino al matrimonio di un parente o ad una cerimonia, meglio affittare la videocamera, piuttosto che comprarla.
  • Libri: da sempre esistono le biblioteche e parenti/amici generosi, ma oggi si possono anche trovare ebooks gratuiti da scaricare su cellulari, computer e e-readers
  • Abbigliamento speciale per cerimonie e matrimoni, per feste a tema, carnevale.

C’è poi la possibilità di chiedere a parenti e vicini di casa un prestito di quello che ci serve una volta ogni tanto. Al vicino si può chiedere in prestito il tagliaerba, magari restituendolo col serbatoio pieno o offrendosi per tagliargli il prato come ringraziamento, alla sorella si può chiedere l’impastatrice, se non siamo gente che fa dolci tutti i giorni. Prima di buttarci a capofitto nell’acquisto di tutto il corredo per fare a maglia, possiamo chiedere alla nonna di prestarci i suoi ferri e alla mamma se ci insegna a dipingere ad acquarello, se non siamo sicuri che possa diventare il nostro passatempo preferito.

Prendere in prestito e noleggiare non è solo un modo per risparmiare, ma anche un modo per limitare i consumi e quindi fare ecologia. Ci educa al vivere liberamente le esperienze, senza accumulare. La vita passa fluisce nella sperimentazione e non si intasa nel mero acquisto e possesso. E’ sicuramente una delle strade maestre per ridurre le proprie pretese e la nostra ambizione a possedere e diventare anche così dei minimalisti da manuale.