Minimalismo in terza età

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Essere anziani è un passaggio inevitabile della vita. Si può essere anziani malati e sofferenti, anziani soli, meravigliose coppie di anziani, anziani arzilli e sportivi, ma c’è una costante: le priorità e le necessità cambiano.

Se in gioventù le necessità riguardano solo studio e divertimento (o tempo libero e lavoro), in età adulta si aggiungono i bisogni della famiglia, ma quando si diventa anziani fortunatamente tutto dovrebbe ridursi a svago e riposo. La vita diventa più semplice, meno frenetica e anche le necessità in fatto di possedimenti e averi materiali diminuiscono.

Le filosofie orientali insegnano che al tramonto della vita dovremmo essere capaci di lasciare andare l’attaccamento a cose e persone per diventare leggeri ed esser pronti a partire.

Gli anziani diventano, o dovrebbero diventare, per natura minimalisti: meno abiti, perché non serve uscire tutti i giorni e basta avere un guardaroba decoroso per stare comodi, meno letture e magari più tv e radio (magari audiolibri per i più tecnologici), perché la vista purtroppo inizia a fare cilecca, meno scartoffie, meno cianfrusaglie per casa, nella quale anche l’arredamento dovrebbe esser modificato in modo da ridurre le barriere architettoniche e le scomodità. Diventando anziani la vita dovrebbe convergere nella semplicità.

Se sfortunatamente ci sono persone che rimangono sole e finiscono per vivere in case disordinate e sporche, tante hanno ancora la voglia di vivere e godersela. Io vorrei intervenire in favore di quelle in difficoltà, lo sogno da tanto. Vorrei aiutare gli anziani della mia comunità a riordinare le loro case e a vivere più liberamente i loro giorni. Per questo, finita la reclusione, voglio impegnarmi in questo, ma non so bene a chi rivolgermi.

Idee e suggerimenti, cari lettori?